LA RICCHEZZA DELLE FAMIGLIE ITALIANE

La ricchezza delle famiglie italiane

A cura di Roberto Praderi.

Come nelle elaborazioni precedenti ci siamo basati su documenti ufficiali, in questa facciamo riferimento allo 2° Studio delle ricchezza delle famiglie italiane “pubblicato dalla Banca d’Italia” nel dicembre 2009 e relativo ai dati 2008.


La notizia presentata come sintesi dello studio è stata che gli italiani risparmiano di più.

Infatti nel 2008 c’è stato un aumento del risparmio di 1.114 miliardi di euro, con il quale il risparmio delle famiglie italiane è passato da 42, 626 miliardi del 2007 ai 43,40 miliardi del 2008 .

E’ interessante notare che nel 2005 il risparmio delle famiglie italiane era di circa 65 miliardi di euro, poi era sceso e dal settembre 2007, data di esplosione della crisi è tornato a crescere.

 

LE FAMIGLIE CHE NON POSSONO RISPARMIARE

Le famiglie in Italia sono 24.282.485, di queste 1.126.000 sono in condizioni di povertà assoluta (4,6%). Si tratta di un dato stabile a livello nazionale, con una variazione interna: nel mezzogiorno la percentuale è passata dal 5,8% al 17,9%.

In questo quadro Bankitalia rileva che le famiglie con ricchezza netta negativa sono circa 840.000 e sono aumentate dall’1,8% del 2000 al 3,2% nel 2008.

 

L’APPORTO FINANZIARIO DEGLI IMMIGRATI

Gli abitanti residenti in Italia hanno superato i 60 milioni per la prima volta nel 2008, sono aumentati di 434.000 grazie alla immigrazione. Con il primo gennaio 2009 gli stranieri residenti in Italia sono 3.900.000, il 6,5 % della popolazione, l’anno precedente erano il 5,8% .

In base alle rilevazioni fatte nel 2006 gli immigrati con il loro lavoro hanno prodotto un valore aggiunto di 122 miliardi di euro pari al 9,2 % del PIL complessivo. Gli stranieri alimentano naturalmente il volume delle rimesse verso in paesi di origine. Dai circa 600 milioni di euro del 2000 si è passati a oltre 6 miliardi di euro nel 2007, pari allo 0,4% del PIL . Il resto del valore aggiunto rimane in Italia.

 

QUALI FAMIGLIE AUMENTANO I RISPARMI

Il processo in atto di crescita del risparmio delle famiglie ha una causa psicologica; la percezione della crisi e delle possibili conseguenze è in grado di mettere paura, la ripresa tuttavia di una forte capacità di risparmio riguarda le famiglie non colpite da problemi di disoccupazione, in grado di fruire degli aumenti salariali automatici (come i dipendenti pubblici), di gestire il rapporto costi e prestazioni di servizi in condizioni di vantaggio in settori non in declino, in grado di avvantaggiarsi per il calo dell’inflazione.

 

LA RICCHEZZA DELLE FAMIGLIE ITALIANE

Negli ultimi 14 anni la ricchezza delle famiglie è cresciuta costantemente passando da 4.212 miliardi del 1995 agli 8.414 miliardi del 2007. Nel 2008 il ciclo si è interrotto e si è registrato un calo dell’1,9% (8.283 miliardi di euro).

L’inversione di tendenza è dovuta a due fattori: la crisi delle attività finanziarie delle famiglie con diminuzione dei titoli di credito in valore e in quantità (investimenti azionari, fondi comuni ecc.) passati dai 9226 miliardi del 2007 ai 9089 miliardi del 2008 (- 1,5%); l’aumento delle passività in lievitazione costante dal 1995. E’ continuata invece l’espansione delle attività reali (immobili, terreni, gioielli, macchinari) passati da 5.550 miliardi del 2007 ai 5.715 miliardi del 2008 con un aumento del 3%.

 

ABITAZIONI IN PROPRIETA’ E ABITAZIONI IN AFFITTO IN ITALIA

Nel 2007 l’82,8% della popolazione italiana risultava abitante in alloggi in proprietà, il 17,2% in affitto.

 

RICCHEZZA PER FAMIGLIA

Nel 2008 ogni famiglia disponeva di una ricchezza in media, di 348.000 euro.


Tra il 2007 e il 2008 tale ricchezza media è diminuita del 3,5% a prezzi correnti (6,5% a prezzi costanti). Questo sia per la riduzione assoluta del valore della ricchezza e sia per l’aumento del numero delle famiglie.


LE ATTIVITA’ FINANZIARIE DELLE FAMIGLIE



I depositi postali si sono mantenuti in crescita costante. Invece i depositi bancari dal 1995 al 1999 hanno registrato un calo, a causa principalmente della corsa ai titoli mobiliari sospinti dalla news economy, poi sono ripresi a crescere fino al 2008.

 

TITOLI DI STATO E OBBLIGAZIONI

Ammontano nel 2008 a 766 miliardi. Di essi 451 miliardi (59%) sono concentrati in obbligazioni bancarie con un aumento del 10,7% rispetto al 2007 che erano del 48,3 %.

Nel 2008, i titoli di stato italiani erano il 24% con una diminuzione del 3,5% rispetto al 2007. I titoli pubblici e le obbligazioni provate sono cresciuti di oltre 40 miliardi di euro passando dai 726 del 2007 ai 755 del 2008.

Però mentre i titoli di stato italiani sono scesi di 8 miliardi di euro le obbligazioni private sono aumentate di 51,9 miliardi. Questo per effetto dell’incremento delle obbligazioni bancarie cresciute in un anno di 52,4 miliardi di euro passando da 351,1 miliardi del 2007 ai 403,5 miliardi del 2008.

La posizione debitoria delle banche italiane imputabile alle obbligazioni emesse supera i 741 miliardi.

 

I DEBITI DEI TITOLI DI STATO

La tendenza delle famiglie e delle aziende è quella di preferire ai titoli di stato le obbligazioni bancarie. Nel 1995 i privati possedevano il 50% dei titoli del debito pubblico Nel 2006 tale percentuale è scesa al 15%, nel 2007 è tornata a salire.

 

I DETENTORI STRANIERI DEI TITOLI DI DEBITO PUBBLICO

Nel 2008 i titoli di debito pubblico detenuti da stranieri sono stati il 54% contro il 45,65% degli italiani.


A settembre 2009 il nostro debito pubblico era di 1850 miliardi di cui circa il 45% in investimenti in titoli di stato. Il resto è costituito da debiti verso amministrazioni pubbliche, autorità monetarie, altre istituzioni finanziarie. In questo quadro oltre la metà degli interessi pagati dallo Stato per remunerare i possessori dei suoi titoli emigra oltre frontiera e non sono soggetti a tassazione italiana.


GLI INTERESSI CHE LO STATO ITALIANO PAGA (DATI BANKITALIA)



-       2008     80,891 MILIARDI DI EURO           5,1%  DEL PIL

-       2009    74,015 MILIAR4DI DI EURO          4,8% DEL PIL

-       2010     76.957 MILIARDI DI EURO          4,9% DEL PIL

-       2011    84,416   MILIARDI DI EURO          5,2 % DEL PIL

 

L’andamento dei tassi di mercato nel 2009 rispetto al 2008 ha consentito un risparmio di 6 miliardi di euro

 

AZIONI E PARTECIPAZIONI

Si registra un forte calo, eccolo:

-       823 miliardi nel 2006; 786 miliardi nel 2007, 483 miliardi nel 2008; con un calo del 38,5% tra il 2007 e il 2008.

-       Il calo più forte è per le azioni quotate italiane: da 2004 miliardi del 2007 a 98,5 miliardi del 2008.

 

LE PASSIVITA’ FINANZIARIE DELLE FAMIGLIE

Dal 1995 tutte le componenti delle passività finanziarie delle famiglie italiane sono in costante crescita.

Da 225 miliardi del 1995 agli 805 miliardi del 2008 con un incremento del 216% in 14 anni. In particolare dal 2000 al 2008 le passivita’ sono passate da 407 a 805,4 miliardi.

 

LE PASSIVITA’ FINANZIARIE IN CREDITO AL CONSUMO E IN MUTUI

Prestiti        

1995 – 163,5 miliardi                2008 - 587,7 miliardi di euro

Mutui per abitazioni  

1995 – 51,1 miliardi di euro       2008 - 282,8 miliardi di euro   

Credito al consumo        

1995 - 8,4 miliardi di neuro      2008 - 97,5 miliardi di euro

Altri prestiti    

1995 – 104,2 Miliardi di euro    2008 - 207,5 miliardi di euro

Riserve tecniche di assicurazione 

1995 15,2   miliardi                   2008 - 33,6 miliardi di euro

Debiti commerciali           

1995 - 52,8 miliardi di euro       2008 - 91,8 Miliardi di euro

Altri conti passivi            

1995 – 25,5 Miliardi di euro       2008 92.3 Miliardi di euro

Totale                            

1995 – 255 miliardi di euro         2008 805,4 Miliardi di euro

Nel 2008 i prestiti sono aumentati di 3,5 volte. Il credito al consumo è decuplicato: da 8,4 miliardi a più di 5 miliardi di euro.

 

LE DIFFICOLTA’ ECONOMICHE NDELLE FAMIGLIE NEL 2008

Le persone oltre i 14 anni che interrogate dall’ISTAT si ritengono molto o abbastanza soddisfatte della loro situazione economica sono state: il 64,1 nel 2001; il 51,2 % nel 2007; il 43, 7% nel 2008; il campione intervistato era di 52 mila individui e di 21 mila famiglie.

Il quadro che emerge è il seguente:

1)   Hanno molta difficoltà ad arrivare a fine mese  

2007            15,4%         2008            17%

2)   Non hanno risorse sufficienti per gli alimenti   

2007            5,3 %          2008            5,7%

3)   Non hanno risorse sufficienti per le spese mediche 

2007            11,1%        2008            11,2%

4)   Non hanno risorse pere pagare regolarmente le bollette  

2007            8,8%          2008            11,9%

5)   Non riescono ad acquistare gli abiti necessari

2007            16,9%        2008                    18,2%

6)   Sono in arretrato nel pagamento del mutuo

7)   2007            7,3%           2008                    8,3%

 

RISPARMIO E DEBITO

RAPPORTO BANCHE, RISPARMIATORI IN ITALIA

La politica delle banche italiane nell’ultimo decennio si è distinta:

a)    Nel convincimento ai risparmiatori ad abbandonare i titoli di stato;

b)   Nel proporre titoli rivelatisi ad altissimo rischio: Argentina, Parmalat, Cirio, Giacomelli, Finmek Finmatica, e da ultimo le Lehman Brothers,

c)    Nel praticare costi maggiori per i servizi bancari e finanziari , rispetto agli altri operatori nel contesto europeo.

Ecco i dati comparati secondo il Boll. BCE1-2010 e Bankitalia 1-1 2010.

Settembre 2007 - Credito al consumo 7,87 Europa 6,82 più 1,05%

Mutui - 5,85 Europa 4,88 più 0,87%

Settembre 2008 - Credito al Consumo 8,30% Europa 7,20% più 1,10%

Mutui Italia - 5,93% Europa 5,37 % più 0,56%

Il costo superiore dei sevizi bancari è legato ala scarsa concorrenza tra le banche, alla carenza di regole efficaci nei rapporti con i risparmiatori.

Un esempio: per la presentazione delle obbligazioni bancarie il livello di rischio andrebbe definito con chiarezza letterale: alto rischio, medio rischio, basso rischio, ecc, la tendenza invece è di definirlo con una numerazione 1;2;3 ecc. e questo per dare ampio spazio agli imbonitori.