DALLA CRISI VERSO UN MONDO GIUSTO E SOLIDALE CON UN MONDO CONSUMERISTA A FONDAMENTO CRISTIANO

DALLA CRISI VERSO UN MONDO GIUSTO E SOLIDALE CON UN MONDO CONSUMERISTA A FONDAMENTO CRISTIANO

a cura di Pietro Praderi


Veniamo da un quadriennio in cui siamo stati compagni di viaggio di tutte le altre associazioni,  svolgendo con pazienza in più occasione un ruolo unitario nel consumerismo italiano.



Una compagnia tacciata dall’esterno come pletorica e rissosa e da noi vissuta come seria e disponibile a costruire in campi decisivi impegni unitari a partire da quello della conciliazione. Una compagnia che trae origine da un soggetto sociale nuovo: il consumatore la cui figura ha acquistato progressivamente spessore nella società post-industriale e globalizzata.



 


1)           IL SENSO DEL NOSTRO CAMMINO

La Lega Consumatori è la seconda associazione in ordine di nascita (1971) la prima è stata l’Unione Nazionale Consumatori (1952).

In un quadro caratterizzato da luci e ombre la nostra associazione, in quasi quarant’anni, ha all’attivo i seguenti punti:

a)           fare riferimento alla persona quale soggetto di relazione interpersonale, alla famiglia, alla comunità, alla solidarietà, non solo all’individuo colto esclusivamente nella dimensione dei suoi problemi e interessi di rivendicazione economica o giuridica.

b)           coinvolgere la famiglia come soggetto sociale distinto, in grado di aggregarsi e tutelarsi nel suo potere d’acquisto, mobilitarsi per contrastare le spinte consumiste, contribuire ad un altro sviluppo, scegliendo uno stile di vita sobrio e solidale.

C’è un dato di partenza storico. Il piano formativo dei primi anni si basava su raccolte –schede incentrate sulla alimentazione (formare all’acquisto conveniente in chiave di qualità-prezzo, sicuro e salubre), sull’ambiente per difenderlo dagli sprechi, dall’inquinamento, dalla spogliazione distruttiva delle risorse; sulla solidarietà internazionale con l’attenzione prioritaria alla lotta contro la fame nel mondo;

c)            Puntare su due obiettivi: alla difesa del potere d’acquisto del consumatore e della famiglia popolare e nello stesso tempo e alla qualità della vita personale, familiare, del vivere civile.

Nella compagnia consumerista di cui la nostra associazione fa parte, ci sono modelli diversi eccoli:

a)           Di denuncia all’opinione pubblica e ai tribunali puntando sullo “strepitus fori”, è un associazionismo direttamente legato a studi legali;

b)           Di partecipazione sociale e politica come quella della nostra associazione .  

c)            Di aggregazione editoriale (abbonati di riviste specializzate).

L’interpretazione dei tre modelli può avvenire nei seguenti modi:

a)           Organizzarsi come servizio di consulenza, per una sorta di Caf dei consumatori, un servizio a chi incappa in imbrogli, a chi  è parte debole  nei rapporti con le imprese.

E’ così possibile e conveniente raccogliere dei nominativi, presentarli sotto la forma di associazione, ottenere il riconoscimento ed esercitare l’attività di consulenza appoggiati ad uno studio legale o ad un patronato che non di nome ma di fatto, dirigono e gestiscono.

Anche la Lega Consumatori è esposta a questo rischio. Acquisire la denominazione anche con una specie di mandato viene giudicato come un servizio nuovo che arricchisce il sindacato, lo studio legale, una sezione di partito, una organizzazione sociale, le Acli stesse quando si manifesta una interpretazione riduttiva che tendenzialmente ignora il valore associativo  autonomo della esperienza consumerista.

Con simile impostazione del consumatore viene colta la sola domanda di tutela e di rivendicazione individuale, cui dare risposta in chiave episodica e assistenziale.

Qui noi dobbiamo fare chiarezza, noi siamo attenti ai bisogni concreti di tutela del consumatore come individuo e siamo disponibili a dargli risposta, ma vogliamo andare oltre e guardare negli occhi il consumatore persona, cogliendolo nella sua umanità integrale per potergli parlare e dialogare con lui.

Con lui la prestazione di un servizio rapido, efficace, gratuito o poco oneroso è la dimostrazione concreta della nostra solidarietà, ma per andare oltre con una approccio ad una proposta di ampio respiro, che lui in piena libertà potrà valutare, per accoglierla o per ignorarla.

Questo è stato un carattere distintivo della nostra identità fin dall’inizio, così come la ricordata apertura alla dimensione internazionale. Entrambi questi caratteri devono oggi essere indirizzati verso un salto in avanti per prendere posizione di fronte alla globalizzazione, elaborare una proposta, realizzare una presenza e svilupparla.

 

2)           IL SENSO DEL NOSTRO SVILUPPO

Proiettarci in questa direzione ci porta a confrontarci con altri uomini e donne, portatori di altre culture, ci porta a dialogare con loro. Noi dobbiamo impegnarci nei nuovi spazi, in cui si aprono nuove prospettive di dialogo interculturale, però in questo cammino per essere efficaci dobbiamo possedere la piena consapevolezza della nostra identità, per riuscire a difenderla a farla apprezzare e a trasmetterla.

E’questa la condizione con la quale riusciamo a fare dialogo interculturale e non veniamo coinvolti nella omogeneizzazione culturale e nel relativismo.

Tentiamo ora qualche accenno di identità propria della proposta della Lega Consumatori. Partiamo dal livello più alto, i contenuti del nostro riferimento al messaggio evangelico. Vogliamo che la nostra sia esperienza associativa di donne e uomini credenti, la nostra fede è in Dio, ma quale Dio?: quello invocato per seminare odio, violenza, guerra, fanatismo o quello tra i “battezzati” che porta ad usare la croce come clava. No! Noi abbiamo l’idea di Dio, quella che rivela  Gesù Cristo nel Vangelo. E’ il Dio della misericordia che vigila sui gigli del campo, sul passero, che conosce il numero dei nostri capelli e che a maggior ragione è vicino all’uomo, fatto a sua immagine. E’ il Dio testimoniato da Gesù Cristo nella sua vita terrena con la sua morte e con la sua resurrezione. E’ il Dio che ci vuole coinvolgere nella carità e nella verità come “forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e della umanità intera”. Nell’Enciclica Caritas in Veritate è il papa a scrivere “l’amore “caritas” è una forza straordinaria, che spinge le persone a impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace. E’ una forza che ha la sua origine in Dio, amore eterno e verità assoluta. Ciascuno trova il suo bene aderendo al progetto che Dio ha su di lui, per realizzarlo in pienezza. In tale progetto infatti egli trova la sua verità ed è aderendo a tale verità che egli diventa libero. Difendere la verità, proporla con umiltà e convinzione  e testimoniarla nella vita sono pertanto forme esigenti e insostituibili di carità”.

Aderire a tale messaggio vuol dire incontrare la Grazia , da qui l’ideale che a me giovane fedele laico propose Giuseppe Lazzati: Vivere la Grazia e fare la Verità. Nell’enciclica citata il Papa ci aggiunge “fare la carità”. Noi siamo chiamati ad essere questo tipo di persone che incontrano gli altri, tutti con la convinzione che anch’essi avvertono l’interiore impulso  ad amare in modo autentico perché “amore e verità non li abbandonano mai completamente perché sono la vocazione posta da Dio nel cuore e nella mente di ogni uomo”. Noi siamo portatori di un cristianesimo come religione che si rivolge alla comunità umana in senso universale, a tutto l’uomo e a tutti gli uomini”. All’uomo nella sfera individuale, familiare e nella sfera pubblica, sociale e politica.

 

3)           LA FEDE E LA RAGIONE NELLA NOSTRA ESPERIENZA

Noi vogliamo essere donne e uomini che fondano il loro impegno sulla collaborazione fra fede e ragione. Il nostro agire secondo fede ha bisogno di essere purificato dalla ragione e il nostro agire secondo ragione ha bisogno di essere purificato dalla fede e questo per assumere in pieno il volto umano.

In questo modo ci teniamo lontani dal laicismo e dal fondamentalismo.

Nella costruzione della nostra identità c’è anche quanto afferma la Costituzione Pastorale Gaudium et Spes , specie se rapportato ai mutamenti intervenuti a 40 anni dal Concilio “credenti e non credenti sono generalmente d’accordo nel ritenere che tutto quanto esiste sulla terra deve essere riferito all’uomo, come suo centro e suo vertice”. Sta qui la fonte del diritto di ogni uomo all’uso dei beni della terra, diritto naturale primario, precedente allo stesso diritto di proprietà che è secondario. Qui il dato di fede diviene dato culturale: reati quali quello della clandestinità non hanno fondamento, lo hanno invece i diritti universali, il diritto all’acqua, alla sovranità alimentare, a comunicare, ad avere un tetto ed è per affermarli che si motiva la Lega Consumatori.

Per noi credenti il mondo non è frutto del caos o della necessità, ma di un progetto di Dio. Sentiamo pertanto il dovere di unire i nostri sforzi con tutti gli uomini e la donne di buona volontà, anche di altre religioni, oggi in Italia in numero crescente o non credenti “affinchè questo nostro mondo corrisponda effettivamente al progetto divino, vivere come una famiglia , sotto lo sguardo del creatore”.

 

In questo impegno corale, nel quale occupa un ruolo primario la politica,  merita la nostra riflessione il principio della sussidiarietà come valore e come metodo.

Come valore esso riconosce:

a)           La dignità della persona umana. La persona è chiamata a responsabilità, non pretende deleghe ne delega ad altri ciò che può fare per se stessa. E riconoscendo la dignità dell’altro è attenta e disponibile verso di lui.

b)           Favorisce la libertà e la partecipazione in quanto assunzione di responsabilità e in questa chiave diviene l’antidoto all’assistenzialismo paternalista o populista.

c)            E’ riconoscimento del ruolo dei corpi intermedi fra cittadino e stato.

d)           E’ articolazione dei piani, è pluralità dei soggetti, è consapevolezza e impegno per il loro coordinamento.


Questa interpretazione del pluralismo vale anche per i partiti, i sindacati, le organizzazioni sociali, vale per la stessa lega consumatori.


 



4)           Il progetto a tre su servizi pubblici locali e partecipazione civica

A questo congresso arriviamo con un percorso che ha attualizzato la famiglia, come soggetto autonomo capace di recare valore aggiunto alla società. Noi questo soggetto lo vogliamo coinvolgere direttamente aggregandolo nel campo prioritario di applicazione del principio della sussidiarietà: quello dei servizi pubblici locali.

La Lega Consumatori per legge ha un ruolo diretto nella gestione di tali servizi, noi lo vogliamo realizzare come espressione pubblica e più propriamente come partecipazione civica. Sono sinceramente grato alla delegazione del Patronato Acli che partecipa ai nostri lavori, con la quale operiamo  per l’attuazione della Convenzione stipulata il 3 giugno e lo sono particolarmente per il contributo che al congresso recherà il Presidente Nazionale delle Acli Andrea Olivero. Con umiltà e allo stesso tempo con il giusto riconoscimento dei talenti della nostra associazione, propongo sul tema servizi pubblici locali e partecipazione civica di costruire un progetto specifico a tre: Lega Consumatori, Patronato e Acli. Un progetto costruito e gestito fra soggetti liberi e autonomi così propone la convenzione sottoscritta il 3 giugno 2009 a Roma.

La ragione sta nell’importanza vitale che tali servizi rivestono per la persona e per la famiglia in settori quali: l’acqua, l’elettricità, il gas i trasporti locali, lo sport, il tempo libero, il tema delle eccedenze alimentari, la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti, e la rilevanza che essi offrono per la partecipazione civica ai circoli acli e dei nostri GOT.

Insieme possiamo contribuire per far risparmiare sui costi, per assicurare la qualità e la socialità dei servizi, insieme abbiamo la possibilità concreta di negoziare forme di quoziente familiare e di tariffe sociali; ugualmente insieme possiamo avviare da subito un percorso di formazione di operatori (per la Lega Consumatori anche di conciliatori) e di quadri politico amministrativi di base con importante potenzialità di innovazione della politica.

Dalla sussidiarietà per la base, rappresentata dai servizi pubblici locali, il principio della  sussidiarietà va colto come valore e come metodo per comprendere la “molteplice articolazione dei piani e quindi la pluralità dei soggetti e l’esigenza del loro coordinamento “Esso è adatto e va proposto per il governo della globalizzazione. Se non vogliamo un governo della globalizzazione di tipo monocratico e autoritario, dobbiamo contribuire al governo della globalizzazione di tipo sussidiario, articolato su più livelli e piani diversi che collaborano reciprocamente. Non sfugge a noi il fatto che una delle ragioni di fondo della crisi politica italiana sta nella crisi della sussidiarietà. In passato operava un intreccio vitale fra società civile e società politica e la partecipazione cresceva dal basso nella esperienza sociale e politico-amministrativa, il progetto servizi pubblici locali e partecipazione civica noi lo vogliamo per reinterpretare innovandolo quel percorso di autentica democrazia.

Il principio della sussidiarietà è valore e metodo nella vita delle stesse organizzazioni sociali e direttamente della Lega Consumatori, l’ho sottolineato con la necessaria fermezza in una delle recenti vicende con una sede territoriale. Siamo a Milano e c’è una espressione dialettale che rende bene l’idea della sussidiarietà applicata all’interno di una associazione “ofelé fa el so mestèé” “fornaio fa il suo mestiere”. Il proprio mestiere a tutti i livelli della associazione , dal Got al livello regionale, a quello del Consiglio Nazionale e a quello della Direzione che dobbiamo rilanciare a quello della Presidenza Nazionale. Il mestiere è unico e non può essere modificato a nessun livello e da nessun soggetto. Nel quadriennio ci sono state confusioni ed esondazioni a livello territoriale. Nei casi più gravi come Trento, Pisa e Perugia siamo intervenuti tempestivamente ma sarà bene che poniamo all’ordine del giorno il tema della verifica delle regole per il mestiere della Lega Consumatori.

 

5)           IL DOVERE CHE DELIMITA IL DIRITTO MA LO RAFFORZA E LO REALIZZA

C’è un tema cruciale nella società in crescente globalizzazione, è quello dei diritti e dei doveri e del rapporto tra di loro.

A ben vedere il vizio della superbia non è confinabile nel peccato di Adamo ed Eva. Opera storicamente. Si fonda sulla pretesa di non dovere niente a nessuno, di poter far a meno degli altri, di poter far senza regole o limiti i propri interessi. E’ ad es. la logica dell’impresa che fa profitti e arreca danni all’ambiente e che per ripararli spesso i profitti ricavati non bastano minimamente e non è solo il caso recente e scellerato dell’inquinamento del Lambro. Senza cadere in un pessimismo che non deve appartenerci, vogliamo confrontarci con la cultura oggi prevalente, nella accezione di modo di pensare e comportarsi, quindi il costume prevalente. Essa rivendica sovente diritti presunti arbitrari e voluttuari pretendendo che le strutture pubbliche li rincorrono e tende a ignorare, perfino a rimuovere diritti elementari e fondamentali disconosciuti sovente violati nei confronti di tanta parte della umanità (Caritas in Veritate).

La globalizzazione e le politiche liberiste stanno omologando un modello di società nella quale i detentori delle risorse e del potere nelle società opulente tendono ad esasperare i loro diritti rivendicando il superfluo, il privilegio se non la trasgressione e il vizio mentre nelle periferie delle città e delle metropoli cresce la difficoltà per trovare alloggio, cibo, acqua potabile,istruzione di base e cure sanitarie. Ugualmente avviene nei paesi sottosviluppati, anzi la forbice tra i poveri e i potenti si fa più aspra. In altre occasioni ho detto che la grande crisi impone il cambiamento dei paradigmi dello sviluppo. Il primo è quello di partire dalla consapevolezza che i diritti individuali, da soli alimentano una spirale di richieste praticamente illimitate e privi di criteri con effetti disastrosi nell’impatto con i propri simili e l’ambiente naturale. Noi Lega Consumatori già presenti sul percorso ci dichiariamo in sintonia con quanto sostiene la Caritas in Veritate: “sono i doveri personali e familiari colti in questa fase storica a delimitare i diritti perché sono i doveri innanzitutto a rimandare al fine della promozione integrale dell’uomo e di tutti gli uomini. Stiamo attenti, non è facile ne popolare per la Lega Consumatori e per ciascuno di noi proporre che sono i doveri a delimitare i diritti. Noi dobbiamo prepararci per saper argomentare come i doveri, specie oggi, sono la via per rafforzare i diritti, per proporre la loro difesa efficace, per promuovere l’impegno per il bene comune. La Lega Consumatori deve saper promuovere la condivisione dei doveri reciproci come scelta per affermare i diritti personali e di cittadinanza. La Lega Consumatori deve presentare questo obiettivo come percorso di maturazione per lo sviluppo personale, familiare, sociale in chiave di umanesimo integrale. Per chi temesse che questo sia un approccio astratto o peggio moralista entro nel merito. Sappiamo tutti che la spesa pubblica deborda, pertanto si è fatta rigida, in chiave economica anelastica i soldi non ci sono e se ci sono quelli di oggi sono meno di ieri e quelli di domani saranno meno di quelli di oggi. L’affermazione dei diritti di cittadinanza per tutti a prescindere dai doveri non è più praticabile. Infatti le misure di welfare si stanno riducendo progressivamente mentre le giovani generazioni con il precariato vengono private delle prospettive che le generazioni precedenti si sentivano assicurate. Per questo si propone il Wellfare delle responsabilità che è proprio a misura dei doveri che delimitano i diritti per potenziali e farli riconoscere. Una delle novità del congresso deve essere quella di indicare precisi percorsi in cui il dovere si pronuncia per delimitare creando la condizione per poterli concretamente esercitare. Una prima applicazione esemplare: la casa costruire abitazioni popolari da offrire in assegnazione, con spese condominiali a carico dell’ente costruttore, con assegnatari di fatto deresponsabilizzati non è più proponibile. E’ possibile invece puntare sul dovere delle persone, delle giovani coppie, delle famiglie, di risparmiare e al tempo steso di ricevere un aiuto necessario, con la messa a disposizione dell’area con diritto di superficie , di assumere la responsabilità del mutuo e al tempo stesso il sostegno per poterlo reggere in momenti di difficoltà eventuali     ( disoccupazione, malattia, cassa integrazione), di condividere la gestione delle spese di condominio, di ridurre gli sprechi , di fare economia domestica e in questo modo affermare il diritto alla casa familiare.

La Lega Consumatori deve informare e formare le famiglie e le persone con questi valori e questo approccio metodologico indicato per la casa può essere esteso all’assistenza, alla sanità, ai servizi pubblici locali, alle tariffe, alla assicurazione e alla previdenza, alla sicurezza stradale, alla difesa dei consumatori nei confronti delle pratiche commerciali scorrette. Il tutto con la convinzione che con il proprio dovere, con la propria assunzione di responsabilità , si da sostanza , tutela e risposta ai propri diritti.

 

6)           IL SENSO DELLO SVILUPPO

Sono ricorso già al vocabolo altrosviluppo. In uno degli indimenticati seminari di Vallombrosa abbiamo approfondito il tema dello sviluppo. Ne è nata una interpretazione che riprendo: un parametro importante dello sviluppo è rappresentato dal PIL (Prodotto Interno, Lordo). Non però da solo perché esso misura solo la produzione e il consumo, e quindi è unilaterale, va necessariamente accompagnato dalla valutazione delle esternalità, rappresentate dall’impatto della produzione e del consumo con l’ambiente umano e con l’ambiente naturale.

 

7)           LA DINAMICA DEMOGRAFICA

 In tema di rapporto con l’ambiente umano la Lega Consumatori deve oggi misurarsi con la dinamica demografica che sta mettendo i sommovimento la società italiana. Di fronte ad essa la società si sta chiudendo nella paura e sulla paura si alimenta la speculazione culturale e politica.

Noi dobbiamo sostenere la politica della fermezza nei confronti dei criminali, nostrani o esteri, riconoscendo e potenziando i poteri dello stato a ciò preposti, però al tempo stesso dobbiamo praticare il dialogo con tutti i cittadini, italiani ed esteri. Dal dialogo alla accoglienza, che mette in luce i doveri ma riconosce i diritti a partire dal loro fondamento: la dignità umana. Il fenomeno è complesso e multidisciplinare, noi dobbiamo saperci ritagliare lo spazio e il nostro mestiere sociale. Sto lavorando con la Fondazione Ania e con il Censis per un convegno sul welfare, ho avanzato una proposta nel C.R.C.U della Lombardia, la ripresento oggi. Prendiamo atto che la società italiana, classificata di avanzato benessere. Si trova nella situazione, divenuta cronica, di calo delle nascite al di sotto del cosiddetto “indice di sostituzione”. Questo sul versante consumerista ha come conseguenza la contrazione del risparmio, la diminuzione delle entrate per il sistema di assistenza sociale, l’aumento dei costi per il processo di crescente senilizzazione, la diminuita disponibilità di lavoratori qualificati e di “cervelli” per lo sviluppo. Non si fatica a registrare sintomi di scarsa fiducia nel futuro a partire dai giovani cui viene inflitto il lavorio precario.  

Noi Lega Consumatori dobbiamo avere il coraggio di scandagliare a fondo la realtà della dinamica demografica in atto, liberi dalle paure e dalle spinte oscure di natura al fondo razzista, dobbiamo guardare in faccia la realtà che evidenzia il ruolo della immigrazione come fattore naturale e inevitabile. Sotto il profilo antropologico ci troviamo di fronte ad un dilemma che evoca quello dell’uomo delle caverne il quale una volta uscito allo scoperto e incontrato il vicino si è posto il problema se aggredirlo con la clava, con il reato di clandestinità e con le ronde,  oppure parlargli e dialogare.

Il tema della immigrazione noi dobbiamo saperlo affrontare con la cultura nostra di movimento  educativo e sociale di ispirazione cristiana, sapendo però cogliere tutti i nodi dell’impatto della immigrazione sui dati strutturali: la casa, il lavoro, i trasporti, la sanità la previdenza ecc.

La situazione demografica la dobbiamo affrontare inoltre con un supplemento di valori, di fiducia e di speranza: riaffermare il ruolo e il valore “la bellezza della famiglia e del matrimonio, la rispondenza di tali istituzioni alle esigenze più profonde del cuore e della dignità della persona “Caritas in Veritate”.

 

8)           LA TUTELA DELL’AMBIENTE COME IMPEGNO DI PACE E DI CUSTODIA DEL CREATO

Nella interpretazione dello sviluppo di Vallombrosa la seconda esternalità attiene l’impatto della produzione del consumo con l’ambiente naturale. Scrive il Papa: “L’ambiente “ è stato donato da Dio a tutti e il suo uso rappresenta per noi una responsabilità verso i poveri, le generazioni future e l’umanità intera…. nella natura il credente riconosce il meraviglioso risultato dell’intervento creativo di Dio, che l’uomo può responsabilmente utilizzare per soddisfare i suoi legittimi bisogni, materiali e immateriali, nel rispetto degli intrinsechi equilibri del creato stesso “Il tema dell’ambiente così inteso pone alla Lega Consumatori grandi temi quali:

a)           La cooperazione internazionale che deve puntare sulla applicazione del principio della sussidiarietà e della solidarietà, e sul rispetto delle pluralità delle culture;

b)           La problematica energetica che pone questioni di rilevanza strategica ( inquinamento, effetto serra, rischio nucleare, sviluppo di un rapporto di solidarietà fra paesi in via di sviluppo e paesi industrializzati.

c)            L’adozione di nuovi paradigmi nel rapporto con l’ambiente puntando sul potenziamento delle forma di commercio equo-solidale. La Lega Consumatori è chiamata a svolgere un ruolo diretto puntando da una parte per l’opzione per i prodotti  a Km 0 e dall’altra, con diversa motivazione, ad appoggiare con il commercio equo-solidale la crescita economica dei produttori del terzo mondo collaborando con loro perché proteggano e valorizzino le loro culture e le loro identità.

d)           L’alleanza fra uomo e ambiente di cui la lega consumatori entra a far parte con ruolo attivo ed efficace. Una alleanza che sia “specchio dell’amore creatore di Dio”. Si tratta di una alleanza che per la prima volta nella storia ha il compito decisivo di “consegnare la terra alle nuove generazioni in uno stato tale che anch’esse possano degnamente abitarlo ed ulteriormente coltivarlo.

Ricaviamo agevolmente da queste tematiche i contenuti della proposta ecologica della Lega Consumatori. Essa fa da riferimento per le campagne permanenti :

a)           Per l’acqua: proprietà pubblica della rete, prezzi e qualità; tutela e valorizzazione dell’acqua del sindaco e proposta di riduzione drastica dell’imbottigliamento e della distribuzione con materiali plastici.

b)           Per la sovranità alimentare per la quale la Lega Consumatori dispone del progetto di collaborare alla gestione delle eccedenze alimentari, per evitarne la fine in discarica e per raccoglierli e distribuirli in condizioni di perfetta commestibilità ad appartenenti a ceti poveri. E’ un progetto con il quale entriamo in una rete già esistente dei banchi alimentari e dei last minute market.

c)            Per la solidarietà internazionale. Noi abbiamo varato una misura molto impegnativa destinare l’intero ricavato della tessera di solidarietà al fondo di solidarietà perche con tali risorse possiamo intervenire direttamente, senza spese generali a sostegno delle famiglie e dei bambini. Attualmente abbiamo due campi di intervento: Brasilia e la Tanzania. La scelta pesa soprattutto sulla sede nazionale le cui entrate vengono più che dimezzate motivo per il quale nelle casse di Via Orchidee entra meno di un euro per tessera. Noi dobbiamo mantenere l’impegno preso e organizzarci per gestirlo in modo trasparente ed esemplare. Così facendo si costruisce un investimento di credibilità per la diffusione della tessera di solidarietà. E’ un tema sul quale non vogliamo spendere altre parole. Stiamo preparando un appuntamento per costruire la base di questo intervento: le motivazioni, la proposta, il progetto. Noi tutti dobbiamo essere convinti che il fondo di solidarietà è la prova che quando affrontiamo i grandi temi sociali siamo gente che ci crede perché paga di persona.

Nel quadro fin qui delineato deve essere aggiunto necessariamente il capitolo della collocazione della Lega Consumatori come attore consumerista a livello europeo e mondiale. Come le altre associazioni, eccetto una , non disponiamo di una collocazione in una associazione internazionale. Avevamo avviato un percorso nel COFACE, organizzazione europea familiare poi con il ritiro da essa delle acli siamo rimasti a metà strada anche se continuiamo a ritenere che sia bene ritentare l’adesione. Intanto proprio in questi giorni stiamo valutando di entrare in un organismo di coordinamento denominato: Consumatori Italiani per l’Europa (C.I.E ) formato insieme a noi da Acu. Codici, Casa del Consumatore e Altroconsumo che ci appoggerebbe presso il Beuc , l’organizzazione più forte in Europa.  

 

9)           IL TEMA DEL LAVORO IN RAPPORTO CON QUELLO DEL CONSUMO

Il Congresso incentrato innanzitutto sulla identità della associazione deve anche essere l’occasione per riflettere sul lavoro e sul lavoratore anche se noi gestiamo la rappresentanza di un soggetto diverso: il consumatore. Il lavoro come dimensione dell’uomo integrale senza del quale trovandosi disoccupato o cassaintegrato l’uomo si sente diminuito nella sua umanità. Il lavoro che sia, come afferma l’enciclica “ Caritas in Veritate” espressione della dignità essenziale di ogni uomo e di ogni donna, un lavoro scelto liberamente che associ efficacemente i lavoratori, uomini e donne allo sviluppo della loro comunità; un lavoro che in questo modo, permetta ai lavoratori di essere rispettati al di fuori di ogni discriminazione, un lavoro che consenta di soddisfare le necessità delle famiglie e di scolarizzare i figli, senza che questi siano essi stessi a lavorare”.

Dobbiamo riflettere sul lavoro perché esso oggi più di ieri è intrecciato con la condizione del consumatore. Nella società in crisi le organizzazioni dei lavoratori, in primis il sindacato, sono chiamate, dice l’enciclica citata, “a farsi carico dei nuovi problemi della società, a superare i limiti del sindacalismo di categoria, ad affrontare il tema nuovo del rapporto più incisivo tra condizione del lavoratore e condizione del consumatore. Io non condivido la tesi che la centralità è passata dal lavoratore al consumatore, la considero pericolosa ed equivoca, le due figure rimangono distinte . Noi non li vogliamo separati o indifferenti l’uno verso l’altro.Se questo avviene il consumatore guarda al bene o al servizio per se stesso, per il rapporto qualità prezzo. Non si chiede la condizione in cui si è trovato il lavoratore nel produrlo e se nel produrlo è stato danneggiato l’ambiente. Noi invece siamo consumatori ai quali i diritti sociali dei lavoratori interessano e così il trattamento riservato all’ambiente.

Qui entra in gioco il rapporto fra la Lega Consumatori e le Acli, un rapporto da sempre vitale e che in questa analisi trova nuova spinta per il suo sviluppo.  

 

10)IL RUOLO DELLA FINANZA

In questo quadro con le Acli siamo in grado e vogliamo creare occasioni di collaborazione sopra tutto sul piano educativo e in ordine a grandi tematiche compresa quella delle finanza e del ruolo da essa giocato nella grande crisi. Nel Convegno del 3 aprile 2009 su di essa abbiamo sviluppata una analisi approfondita delle cause. Fra queste la principale è dovuta al tradimento della missione propria della finanza : contribuire alla produzione della ricchezza e dello sviluppo. Al contrario ha prodotto speculazione, sfruttamento, raggiro, rovina colpendo sopra tutto la famiglia e ciò a livello mondiale, si pensi alla vicenda mutui negli Stati uniti.

La Lega Consumatori molto attiva in questo campo ha davanti a se la seguente direzione di marcia:

a)           Puntare sulla educazione:

-              Al risparmio e al credito con i giovani, a partire dalla scuola, con le famiglie, nei luoghi di aggregazione popolare. Noi possiamo collaborare in questo campo con le acli attraverso l’Enaip e i circoli acli;

-              Alla responsabilità del risparmiatore per informarlo, stimolarlo e accompagnarlo per scelte etiche nei propri investimenti Noi possiamo creare una cultura del risparmio responsabile e solidale.

-               Sviluppare una azione politica incalzante per la riforma delle regole in campo bancario e assicurativo e per contrastare il costo dei servizi bancari e finanziari tra i più alti d’Europa.

-              Svolgere un ruolo attivo, propulsivo e di coordinamento per scelte a sostegno delle famiglie per i mutui , misure che abbiano durata ed efficacia adeguata alla durata,  alla gravità e alla persistenza della crisi. Quando in particolare provoca disoccupazione e cassa integrazione.

 

11)        L’ISPIRAZIONE CRISTIANA NEL CONSUMERISMO

Giunti a questo punto della nostra analisi, torniamo con un approccio diverso, specificamente consumerista al punto di partenza della relazione, l’ispirazione cristiana: la responsabilità sociale del consumatore come ci viene indicata dalla Caritas in Veritate.

“ E’ bene che le persone si rendano conto che acquistare è sempre un atto morale, oltre che economico…..i consumatori vanno continuamente educati al ruolo che quotidianamente esercitano e che essi possono svolgere nel rispetto dei principi morali, senza sminuire la razionalità economica intrinseca all’atto di acquistare” .

Con la modestia delle nostre persone e dei nostri mezzi è questo il mestiere che noi facciamo da quasi un quarantennio come lega consumatori.

La nostra associazione è oggi quello che è perché è stata costantemente scuola di formazione dei consumatori e delle famiglie. Anche nel campo degli acquisti, “continua la Caritas in Veritate” proprio in momenti come quelli che stiamo sperimentando dove il potere d’acquisto potrà ridursi e si dovrà consumare con maggior sobrietà è necessario percorrere altre strade” e il papa continua “come ad esempio  forme di cooperazione all’acquisto, quali le cooperative di consumo , attive a partire dall’ottocento anche grazie alla iniziativa dei cattolici”. In questo settore la Lega Consumatori ha all’attivo un passato di collaborazione con la cooperazione di consumo “bianca” che si è ridotta e che tuttavia è in fase di profonda trasformazione. E’ bene a questo punto riprendere il dialogo e la collaborazione. Al tempo stesso la nostra associazione è stata fra le prime due in Italia ad avviare l’esperienza dei gruppi di acquisto collettivo Abbiamo una proposta compiuta, ci dobbiamo preparare ora a trasformarla in progetto con una denominazione motivata “gruppi di acquisto familiare, così coniughiamo la proposta con il dato nuovo del percorso congressuale: la valorizzazione della famiglia come soggetto autonomo, così che possiamo collegarci con la rete dei GAS, (Gruppi di Acquisto Solidale) con una identità nostra, propria e senza confonderci con visioni ideologiche presenti nella rete e a noi estranee. Tornando all’enciclica essa continua “è utile inoltre favorire forme nuove di commercializzazione di prodotti peovenienti da aree depresse del pianeta per garantire una retribuzione decente ai produttori, a condizione che si tratti veramente di un mercato trasparente, che i produttori non ricevano solo maggiori margini di guadagno ma anche una formazione professionale e tecnologica. Noi leggiamo questa passo dell’enciclica di Benedetto XVI collegandola a passi importanti della enciclica “ Sollecitudo Rei Socialis” di Giovanni Paolo Secondo, attualissimi come critica motivata al consumismo. In questo collegamento troviamo le motivazioni della proposta della Lega Consumatori che per uscire dalla crisi occorre cambiare i paradigmi dello sviluppo. Tra questi c’è certamente la diffusione dei prodotti provenienti dalle aree depresse integrata dagli interventi che la stessa enciclica suggerisce il ruolo della Lega Consumatori da sviluppare per la partecipazione alla rete di trasformazione delle eccedenze in risorse alimentari a favore dei ceti poveri, e su tutti gli interventi c’è la scelta culturale, intesa come modo di pensare e di comportarsi, dello stile di vita sobrio e solidale. La Caritas in  Veritate è l’enciclica che riconosce il ruolo delle associazioni dei consumatori, essa scrive” la interconnessione mondiale ha fatto emergere un nuovo potere politico, quello dei consumatori e delle associazioni dei consumatori “Si tratta di un riconoscimento che ricorda quello della Rerum Novarum del 1891 per i lavoratori e le loro organizzazioni. Dipenderà dal consumerismo, dipenderà in particolare da noi. Noi condividiamo il riconoscimento del ruolo politico delle associazioni dei consumatori , quindi della lega consumatori. Tuttavia precisando che esso deve essere interpretato ed espresso come ruolo e contributo per la costruzione della “polis”, cioè della città a dimensione d’uomo per tutti gli uomini, tutti gli uomini della terra nella globalizzazione. Un ruolo cosiffatto, ed è la conclusione della relazione, noi lo esercitiamo se siamo capaci di interpretare ed esercitare in modo completo ed efficace il ruolo di associazione consumerista che si esprima nei tre momenti: quello del servizio, attraverso gli sportelli “tutela famiglia consumatori e utenti”, quello informativo e formativo in cui si esprime l’associarsi, quello della proposta politica avanzata e sostenuta come forza sociale.

Pietro Praderi Quarto congresso nazionale Milano 4 marzo 2010