Etichette: obbligo di origine per conserve e derivati del pomodoro

14/11/2017

 

 

Nuovo provvedimento in tema di tracciabilità alimentare. Nei giorni scorsi il Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda hanno infatti firmato il decreto interministeriale per introdurre l’obbligo di indicazione dell’origine dei derivati del pomodoro.

Ciò significa che sughi, conserve e salse dovranno indicare in etichetta il paese di coltivazione e quello di trasformazione del pomodoro; solamente se tutte le operazioni avvengono in Italia si potrà indicare in etichetta: “Origine del pomodoro: Italia”.

I provvedimenti prevedono la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura, come già avvenuto per i prodotti lattiero caseari, per la pasta e per il riso. Il decreto si applica ai derivati come conserve e concentrato di pomodoro, oltre che a sughi e salse che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.

 

Nello specifico, la nuova normativa prevede che i derivati del pomodoro, i sughi e le salse prodotte in Italia dovranno indicare obbligatoriamente in etichetta:

-il Paese di coltivazione del pomodoro (nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato) e il Paese di trasformazione del pomodoro (nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato)

-Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UESe tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia”.

-Le indicazioni sull’origine  dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.

-Le aziende avranno il tempo di adeguarsi al sistema e di smaltire le etichette e le confezioni già prodotte

 

 

Come precisa il Ministero delle Politiche agricole, il decreto decadrà in caso di piena attuazione dell’articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l’applicazione all’adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, ad oggi non  ancora emanati.

A livello generale il provvedimento costituisce un ulteriore passo in avanti in materia di trasparenza e tracciabilità dei prodotti, in quanto rafforza la gamma delle informazioni indispensabili per garantire ai consumatori adeguati standard di sicurezza alimentare; elemento questo confermato dai dati caratterizzanti una recente consultazione pubblica online fatta dal Mipaaf secondo cui l'82% di cittadini considera importante conoscere l’origine delle materie prime.

Altro aspetto da evidenziare è che la misura in oggetto rappresenta un ulteriore  strumento per la tutelare uno degli alimenti-il pomodoro- che rappresenta l’eccellenza Made in Italy in tutto il mondo.

Occorre comunque sottolineare come il lavoro da svolgere in tema di trasparenza e tracciabilità sia ancora lunga e piena di ostacoli anche in considerazione del fatto che è indispensabile estendere simili provvedimenti normativi  agli altri Paesi, garantendo una maggiore uniformità tra la regolamentazione nazionale e quella comunitaria.

 

Alberto Martorelli

Direzione nazionale Lega Consumatori