La vendetta del decreto Bersani: costi di disattivazione equi e disdette on line per le TLC

17/04/2018

A dieci anni dal decreto Bersani (l. 40/2007) e le sue famose lenzuolate lo spirito della legge trova la sua rivincita con il cd ddl concorrenza convertito nella Legge 4 agosto 2017, n.124 entrata in vigore il 29 agosto 2017.

L’originaria legge del 2007 stabiliva il divieto di applicare penali nel caso di disdetta di un contratto di TLC (Telefonia mobile, fissa e pay TV) ma la furbarta degli operatori ha fatto rientrale le penali camuffandole con costi di disattivazioni autodeterminati fuori dal controllo dell’Authority.

Con la nuova legge i costi di disattivazione per recesso anticipato devono essere noti prima e devono essere congrui (commisurate al contratto e reali) ma soprattutto verificati dall’AgCom, l’autorità che vigila sul mercato delle TLC (art. 1 comma 41 lettera a) della L.124/2017 che modifica il cd decreto Bersani e art. 1 comma 42 che modifica il Codice delle Comunicazioni Elettroniche).

Finalmente la legge prende di petto la necessità in un mondo interconnesso mandando in pensione la raccomandata con ricevuta di ritorno per recedere, disdettare e chiedere il passaggio ad altro operatore: garantendo la semplicità ed immediatezza aprendo a modalità on line (art. 1 comma 41 lettera b) e art. 1 comma 46 della L.124/2017 che modifica il cd decreto Bersani).

Le offerte non possono superare il massimo di 24 mesi di promo per evitare la stortura di vincolare l’utente con una promozione che diventa una quasi penale. L’utente che se recede anticipatamente si trova tra capo e collo senza saperlo richieste di svariate centinaia di euro.

Il recesso, disdetta infra-biennale prevede il principio dell’equità e proporzionalità nel richiedere indietro i costi della promozione (ancora art. 1 commi 41 lettera b) e 43 della L.124/2017 che modifica il cd decreto Bersani).

Finalmente si regolano i servizi a pagamento delle società terze rispetto al nostro operatore telefonico, quest’ultimo deve avere il consenso dell’utente che deve essere espresso per poter addebitare il relativo costo in difetto non verrà fatturato, la prova del consenso è in capo al professionista (ancora art. 1 commi 41 lettera b) che modifica il cd decreto Bersani).

Vigileremo come le norme della legge saranno applicate nel concreto sperando in favore dei consumatori!

dr. Patrizio Negrisolo

Vice presidente della Lega Consumatori di Venezia