PROPOSTA DEL GRUPPO DI BASE LEGA CONSUMATORI

03/08/2017

 Siamo interessati ad avviare l’esperienza dei gruppi di base della Lega Consumatori in Lombardia ed in particolare nelle province di Monza Brianza, Lodi , Sondrio e Bergamo. Fuori dalla Lombardia a Torino, Vercelli, Asti Alessandria , Vicenza, Gorizia, Modena, Parma ,Reggio Emilia. Ravenna , Salerno, Brindisi . Per i Gruppi che intendono organizzarsi e dar vita ad una attività di sportello dei cittadini consumatori e delle loro famiglie siamo disponibili a concordare la partecipazione di un loro rappresentante al  corso per operatori, conciliatori, facilitatori che intendiamo realizzare a Ronchi di Massa dal  20 al 23 settembre 2017, il riferimento diretto è pietropraderi@legaconsumatori.it 

 

PROPOSTA DEL GRUPPO DI BASE LEGA CONSUMATORI

 

E’ un Gruppo di persone e famiglie che si propone come

 

  1. Esperienza di informazione e formazione a fondamento cristiano impegnata sul percorso dello sviluppo compatibile e solidale alla luce dei valori e dei principi della “Caritas in Veritate” e Laudato Si
  2. Proposta di stile di vita sobrio e solidale personale, famigliare, di gruppo , di movimento
  3. Realizzazione concreta di uno stile di vita sobrio e solidale quindi disponibile ad impegnarsi nella attuazione  delle cinque  R:  Ridurre, Riparare, Riusare, Riciclare, Risparmiare
  4.  Luogo di formazione e di pratica di scelte di consumo frutto di discernimento critico, attento alla difesa e alla affermazione dei diritti dei cittadini consumatori e akllo stesso temnpo veicolo di informazione e formazione sul consumo consapevole e sul contrasto allo spreco

 

II). LO SCOPO SOCIALE

Il Gruppo ha come scopo sociale: il recupero di beni invenduti o inutilizzati (cibo, farmaci, abbigliamento, libri etc.) che hanno ancora elevato potere di utilizzo ma non più valore commerciale e, tramite donazione, vengono destinati alle famiglie povereG.T.E ( Gruppo eccedenze come risorse solidali) 

  • Motivare le famiglie che prendono coscienza di dovere farsi valere come soggetto sociale a organizzarsi a favore dei soggetti in condizioni di disagio e di marginalità (famiglie povere, emigranti, portatori di handicap, anziani) con l’attività di raccolta e distribuzione volontaria e gratuita dei beni invenduti e inutilizzati.
  • Partire da questa attività offerta con spirito di autentica accoglienza fraterna per instaurare un dialogo, innanzitutto umano e scegliere questa strada per contribuire al processo di inclusione economica e sociale dei soggetti in condizione di marginalità (famiglie emigranti, povere anziane)

III). Impostazione e modalità operative:

  1. Acquisizione dei beni da distribuire
  1. Con iniziativa diretta rivolgendosi a: grande distribuzione organizzata; aziende e associazioni di aziende per l’eccedenza di produzione ortofrutticola, ristorazione organizzata, soggetti disponibili a  donazione di prodotti di vario genere
  2. Con convenzioni di collaborazione con  enti e centri di raccolta di eccedenze alimentari o di altri beni: Es Banco Alimentare .
  1. Associare partner disponibili a fornire appoggio , garanzia e collaborazione : parrocchie , Caritas , gruppi di base e di volontariato , associazioni famigliari e di immigrati.
  2. Organizzare la distribuzione alle famiglie povere, sulla base di un elenco tenuto aggiornato e con l’adozione di strumenti essenziali di registrazione e di monitoraggio
  3. Coinvolgere nella distribuzione soggetti  beneficiari, specie donne e giovani migranti

IV). LAUTONOMIA ECONOMICA DEL G.T.E

Il G.T.E si pone programmaticamente l’autonomia economica, consapevole che essa è la prima condizione di libertà, di agibilità e di efficacia per realizzare lo scopo sociale . il G.T-.E  deve ridurre al minimo le spese strutturali e i costi del personale . Non deve disporre di Magazzini ma basta un locale, igienicamente in regola, nel quale i beni arrivano e vengono distribuiti tempestivamente .

Si tratta di una prassi richiesta  anche dalle caratteristiche dei beni raccolti per essere distribuiti nel comparto alimentare: : prodotti igienicamente sani ma vicini alla data di scadenza.

Lo strumento non economico ma di fatto morale molto efficace per acquisire le risorse per l’autonomia sta nella credibilità del gruppo che anima l’esperienza . Se esso è apprezzato come soggetto di persone e di famiglie trasparenti, capaci generose , vocate al servizio delle persone in difficolta sono comprese aiutate e sostenute.

Importante al riguardo è la comunicazione e la creatività , ci sono strumenti semplici che danno risultati importanti: banchetti predisposti per occasioni quali le feste patronali, fiere ecc.

Ci si può rivolgere anche ad istituzioni , Fondazioni , banche per ricevere riconoscimento e sostegno dell’utilità sociale del proprio operare ma non si può affidare alle risorse ottenute per questa via il presente e ancor meno il futuro del ruolo del G. T E.

Il segreto della riuscita, della permanenza e dell’efficacia di questo tipo di esperienza dipende dalla capacità di impostarla e di conservarla quale esperienza di autentico volontariato..

V). Il G.T.E come esperienza educativa e sociale .

Il G.T E tre l’organizzazione di distribuzione delle eccedenze a partire da quelle alimentari, anche perché non di solo pane vive l’uomo.NON DI SOLO PANE VIVE L’UOMO.

Andare oltre in che direzione :

 

  1. Si tratta di una esperienza di “nuova economia” nella quale la gestione dei beni e dei servizi  riprende il suo ruolo di servizio, di aiuto, di mezzo e non di fine :  non è materia di lotta, di competizione , di sopraffazione e di sfruttamento, di potere. L’attività economica svolta è svolta per promuovere l’accoglienza , il confronto, il dialogo , la comprensione e la collaborazione fra soggetti diversi .
  2. Tutti i protagonisti : volontari che animano l’iniziativa, imprese che mettono a disposizione le eccedenze, le parrocchie, la Caritas le istituzioni che si aprono alla collaborazione , le persone e le famiglie beneficiarie della distribuzione dei beni  e dei servizi e che accolgono l’invito a partecipare ad un comune percorso educativo e sociale danno priorità al rapporto attività economica e promozione umana , attività economica e valorizzazione dell’ambiente .
  3. Sulla strada di riforma del Welfare , necessaria , costituiscono una direzione di marcia esemplare ed una nuova espressione di welfare, dato che “ i poveri li avremo sempre con noi” pur se impegnati costantemente nella lotta alle povertà e alle sue cause.
  4. Si tratta di una esperienza nella quale chi da e chi riceve entra in un rapporto autenticamente umano, il meno condizionato , adatto al dialogo e alla comprensione fra diverse tradizioni, culture , appartenenze religiose.
  5. Nasce un terreno fertile per la curiosità , l’interesse e il desiderio di impegno dei giovani migranti  chiamati a vivere e crescere in Italia , portati a sentirsi italiani con radici che non vogliono recidere e che desiderano siano per loro fonte di sicurezza e non di condizionamento e freno.
  6. Nasce un terreno privilegiato di dialogo fra le donne , nel quale cadano veli e barriere difficilmente valicabili in altri ambiti. Si creano momenti nei quali si ragiona sugli asili nido le scuole materne, la disoccupazione dei mariti ecc  le difficoltà , i momenti di depressione , ci si parla , ci si capisce , nasce il clima della comprensione, del dono e dell’aiuto reciproco .
  7.  E’ una esperienza che in modo induttivo costruisce l’integrazione e innova la comunità e la arricchisce di umanesimo integrale.

 

VI).   COSTRUIRE LA RETE DEI G.T.E.

 

La proposta di costituzione del Gruppo Territoriale Eccedenze è stata oggetto in questi anni di ampia riflessione culturale nella Lega Consumatori e nel frattempo ha avuto , grazie al Contributo di Consumers’ Forum , una concreta sperimentazione che raccontiamo in uno specifico Report qui di seguito.

E’ una esperienza , ne siamo convinti, che è replicabile in altri luoghi dove si riesca a costruire la necessaria base di partenza in chiave di valori , convinzioni passione e volontà di azione. Essa va incontro ad attese e bisogni  della gente che si ritrova negli otto milioni di residenti in Italia , nativi ed emigranti alle prese con la povertà  e chiede l’impegno  dei cittadini consumeristi specie di coloro che intendono riferire il loro operare al Magistero della Chiesa e in particolare alla Caritas in Veritate. Noi intendiamo partire dalla prima realizzazione per costruire altre esperienze e per riunirle in rete. Essa sarà allocata nel sito www. consumatorefamiglia.it  e sarà accompagnata nella stessa rete dalle esperienze dei GRUPPI DI ACQUISTO FAMILIARI che in essa si raccorderanno per socializzare e le esperienze , per fare unità, per camminare insieme .

 

 

GRUPPO TERRITORIALE PER LA GESTIONE SOLIDALE DELLE ECCEDENZE

Report della prima esperienza della Lega Consumatori come realizzazione in piccolo che deve e può portare alla costruzione di una rete.

La Lega Consumatori è impegnata dal suo sorgere sul tema della povertà.  Per questo teniamo aggiornata la situazione . In Italia ci sono 2.782.000 famiglie con 8.173.000 persone pari all’11,1 delle famiglie e al 13,6 per cento della popolazione che vivono in condizione di povertà relativa . Ci sono 1.297.000 famiglie corrispondenti al 5,2% di quelle residenti Italia , con 3.415.000 persone, il 5,7 % della popolazione che vivono in condizioni di povertà assoluta..

Siamo in una crisi di lunga durata cresce il numero delle persone che letteralmente soffrono di fame , Nel recente documento conclusivo del seminario di Pinzolo sono evocate le 5 R.  Ridurre, Riparare, Riusare, Riciclare, Risparmiare. Sono 5 strade che ogni GOT è chiamato a praticare  con azioni di servizio , di informazione, di educazione , di iniziative sociali dirette e di proposta sociale e politica. Ogni GOT , dotato di una squadra  di persone coese,  costruito secondo le indicazioni del Consiglio Nazionale è invitato a prendere in considerazione , dopo la seminagione di idee degli ultimi anni, non una proposta teorica ma una proposta praticata e rendicontata. Eccola.

Il Gruppo Territoriale di Gestione solidale delle eccedenze è promosso dalla Lega Consumatori , ad essa è vitalmente collegato, è in attesa di un consenso formale da chi ci ha offerto gratuitamente la sede,  per l’approvazione esplicita di iniziativa della Lega consumatori .

Procediamo per punti:

  1. Per dar vita ad un  Gruppo Territoriale  per la gestione solidale delle eccedenze chei “dotazione” bisogna avere.

Occorre una squadra, un gruppo di famiglie solidali e determinate , certo con il tempo necessario a disposizione. Saranno i giovani, i pensionati le casalinghe ad offrire le maggiori disponibilità. C’è poi bisogno di un locale come punto di appoggio che non comporti costi fissi importanti .

Il Gruppo Territoriale Gestione Eccedenze  si è organizzato, contando sull’apporto di pensionati attivi per il ritiro e trasporto dei prodotti,  di casalinghe e all’occorrenza di giovani in particolare migranti .

La sede è stata chiesta alla parrocchia e da essa ottenuta . Qui è nata la collaborazione con la Caritas che fa essenzialmente da garanzia  nella declinazione coerente delle finalità solidaristiche della proposta e  della esperienza .