Bollette a 28 giorni e la decisione di Agcom!

16/10/2018

 

L’Agcom ha deciso che entro il 31 dicembre 2018 gli operatori di telefonia TIM, Vodafone, Wind Tre e Fastweb, dovranno restituire in bolletta i giorni illegittimamente sottratti agli utenti a seguito della fatturazione a 28 giorni delle offerte di telefonia fissa.

L’Autorità aveva infatti tempo diffidato gli operatori a rimuovere gli effetti dell’illegittima fatturazione a 28 giorni delle bollette emesse successivamente alla data del 23 giugno 2017.
Il Tar del Lazio aveva chiesto di contemperare i diritti degli utenti con le esigenze di sostenibilità economico-finanziaria da parte delle aziende, invitando l'Agcom a determinare un nuovo termine entro il quale gli operatori avrebbero dovuto ottemperare a quanto richiesto nei provvedimenti di diffida.

Dopo aver audito gli operatori interessati e le associazioni di consumatori, l’Autorità ha dunque disposto che, entro il 31 dicembre 2018, TIM, Vodafone, Wind Tre e Fastweb dovranno restituire gli importi alla clientela, anche in più fatture, i giorni sottratti dalla fatturazione a 28 giorni.

Il calcolo dei giorni di servizio che ciascun operatore dovrà riconoscere in fattura ai propri utenti riguarda il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile.

Dal canto suo l'Antitrust ha emesso un provvedimento cautelare per un presunto cartello anticoncorrenziale tra le compagnie che, dopo aver annullato la fatturazione a 28 giorni, a seguito della legge n.172 del 4 dicembre 2017 (contenente l’obbligo a ripristinare la fatturazione mensile), si sarebbero accordate per mantenere gli aumenti “illegali”.

L’Autorità ha ritenuto che la documentazione acquisita nel corso della sua indagine confermasse l’ipotesi istruttoria secondo cui gli operatori avrebbero comunicato, quasi contestualmente, ai propri clienti che la fatturazione delle offerte e dei servizi sarebbe stata effettuata su base mensile anziché su quattro settimane, prevedendo, al contempo, una variazione in aumento del canone mensile per distribuire la spesa annuale complessiva su 12 mesi, invece che 13. Pertanto, al fine di evitare il prodursi, nelle more della conclusione del procedimento, di un danno grave e irreparabile per la concorrenza e, in ultima istanza, per i consumatori, ha adottato misure cautelari urgenti intimando agli operatori di sospendere l’attuazione dell’intesa oggetto di indagine e di definire la propria offerta di servizi in modo autonomo rispetto ai propri concorrenti.
A seguito di questo provvedimento che vieta di fatto aumenti generalizzati, i vari operatori si sono rioganizzati rimodulando le diverse offerte riducendo gli aumenti.