I giovani e la pandemia - la Rubrica giovane di Passaparola

15/04/2021

La Rubrica Giovane di Passaparola

Sono trascorse anche queste vacanze pasquali, una occasione per rilassarsi, staccarsi dallo stress della vita mondana e, magari, godersi un po’ di tempo con i propri cari. Quest’ anno tuttavia, a causa della pandemia, Pasqua è stata vissuta in maniera differente. Nei giorni Pasqua ( dall’ ebraico Pesach ) è sempre stata vista come un’ occasione precedenti la festività ho chiesto a una ventina di giovani tra i 18 e i 23 anni come stessero vivendo l’ avvicinamento alla festività e quali fossero i loro programmi , e la sensazione che ho riscontrato maggiormente nelle loro risposte è stata l’ indifferenza.

“ Sono piuttosto indifferente alla cosa”, “non la attendo con particolare trepidazione”, “ a causa del periodo che sto vivendo per me tutti i giorni sono uguali”, “la sto vivendo con indifferenza, sembra quasi non stia per arrivare” sono solo alcune delle frasi che ho ricevuto – una ragazza ha addirittura candidamente ammesso di essersi ricordata di Pasqua solo grazie ai discorsi di familiari e amici -, frasi che mostrano in maniera efficace come oramai, per colpa delle giornate sempre identiche le une alle altre, ci siamo lasciati prendere da un’ apatia che non può che farci male.

Anche i programmi non spiccavano per fantasia : ritrovamenti in famiglia, pochi acquisti ( al massimo un libro, qualche spesa culinaria o giù di lì ), pasti ( almeno quelli ) sontuosi e spostamenti in seconde case ove possibile. La situazione, già difficile nei giovani adulti, precipita nei bambini e negli adolescenti che, come ha ricordato lo scrittore e giornalista Massimo Gramellini alla trasmissione di attualità “Piazzapulita” in occasione della presentazione del suo ultimo romanzo ambientato durante la pandemia, sono stati , insieme agli anziani -per quanto riguarda le fasce d’ età -, i soggetti più colpiti dai lockdown. Secondo lo psicologo Dario Grigoli, intervistato dal quotidiano “Il Giornale nel Novembre 2020 , c’ è il rischio che i bambini si abituino psicologicamente a una nuova normalità, una normalità che li ha privati “dell’ inventiva … e della condivisione sociale”, tappe fondamentali e insostituibili nella crescita dei più piccoli. Gli adolescenti non se la passano meglio :da un sondaggio condotto dai ragazzi di Radioimmaginaria ( la prima web radio in Italia completamente gestita da giovanissimi tra gli 11 e i 17 anni ) verso fine Marzo 2020 è emerso che il 55% degli adolescenti in questo periodo si sente più arrabbiato e teso. Nel video in questione alcuni ragazzi, interpellati a questo proposito, hanno fornito spiegazioni più che comprensibili ( “mi sento privato della libertà”, “sto buttando i miei anni da adolescente”, etc. ).  E come non credergli, viste anche le numerosissime risse tra teenager in tutta Italia avvenute durante le chiusure, causate in buona parte dal non sapere più come sfogarsi ( altro tema emerso nel video ). Insomma, sembra veramente una situazione disperata. Tuttavia, alcune risposte ricevute mi hanno trasmesso , oltre alla già citata apatia, anche la speranza che dall’ estate ( per il caldo, per i vaccini, etc.) il quadro cominci a migliorare. Dobbiamo tenere conto anche di questa speranza per rispondere a quella che è forse la domanda più importante di tutte : quando usciremo da questo incubo -perché prima o poi ne usciremo- come lo faremo?

 

Autore: Riccardo Finzi